Cotto Capitelli è stato nuovamente protagonista al Top Italian Food 2026 – TIF 2026 di Gambero Rosso, uno dei riconoscimenti più autorevoli dedicati all’eccellenza gastronomica italiana, che accompagna l’azienda sin dalla prima edizione.

Roma, mercoledì 10 dicembre.
Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – ha ospitato la cerimonia di premiazione, riunendo le migliori produzioni agroalimentari nazionali selezionate da Gambero Rosso. Un luogo simbolo della cultura contemporanea che, per un giorno, ha celebrato anche la qualità artigianale italiana.
Alle ore 16:00, durante la proclamazione dei premi, San Giovanni e La Sposa sono stati chiamati sul palco: un riconoscimento che valorizza il lavoro quotidiano dell’azienda e conferma il ruolo di Capitelli come riferimento nel panorama dei salumi cotti italiani.
San Giovanni: il miglior prosciutto cotto d’Italia torna sul podio

Il Prosciutto Cotto San Giovanni di Angelo Capitelli ha ottenuto il bollino Top Italian Food 2026 di Gambero Rosso.
Un premio che si aggiunge al titolo di Miglior Prosciutto Cotto d’Italia nella Guida Salumi d’Italia, consolidandone il posizionamento come prodotto di riferimento nel segmento premium.

Precursore dei prosciutti “cotti fuori stampo” dal 1994, San Giovanni nasce da una lavorazione rispettosa e da una lunga cottura che valorizza la materia prima.
La fetta marezzata, dal rosa intenso, sprigiona profumi biscottati, note di carne cotta e una speziatura delicata.
Al palato è morbido ma strutturato, con sapidità equilibrata e un finale succoso che negli anni ha convinto guide, giurie e appassionati.
Per questo, quando si parla di prosciutto cotto artigianale d’eccellenza, il nome San Giovanni continua a essere un riferimento imprescindibile.
Mortadella La Sposa: la nuova hit di Angelo Capitelli

Premiata anch’essa al Top Italian Food 2026, La Sposa rappresenta la visione di Angelo Capitelli di riportare la mortadella alle sue origini: un prodotto che “profuma da lontano”, come accadeva un tempo.
Realizzata con carne fresca di suini nazionali pesanti e insaccata in budello di cotone nero — che consente un calo in cottura ottimale e un’intensificazione aromatica — La Sposa unisce impasto finissimo, lunga cottura e una speziatura misurata.
In fetta si presenta di un rosa antico, con profumo netto e un sapore pieno, sapido e succoso.
Lanciata nel 2024, ha scalato rapidamente il mercato:
• 1° posto nella guida delle migliori mortadelle artigianali d’Italia
• Top Italian Food 2025
• Top Italian Food 2026

In pochi mesi è diventata un ambasciatore autorevole della mortadella italiana di qualità, distinguendosi in un settore che tende spesso a prodotti sempre più “delicati” e poco caratterizzati.
La Sposa compie la scelta opposta: recupera identità, intensità e verità.
Un doppio riconoscimento che conferma una direzione precisa
I premi assegnati a San Giovanni e La Sposa rappresentano la conferma di un percorso fondato su scelte coerenti:
• utilizzo di carne nazionale proveniente da filiere controllate
• rispetto rigoroso dei tempi di lavorazione e di cottura
• centralità della qualità rispetto alle scorciatoie produttive
• tutela del gusto autentico e delle lavorazioni artigianali

Per Capitelli, vedere premiati il proprio prosciutto cotto simbolo e una mortadella che ha rapidamente ridefinito il proprio segmento è la dimostrazione che la rotta intrapresa è quella giusta.
Un risultato collettivo che coinvolge produzione, selezione delle materie prime, ufficio tecnico e rete commerciale: tutti impegnati a portare nel mercato un prodotto che rimanga fedele alla propria identità.
Nonostante le difficoltà nel reperire materie prime adatte agli standard richiesti dall’azienda e nel far fronte alla crescente domanda, il lavoro svolto continua a essere riconosciuto come straordinario.

“Troppo spesso si ritiene che solo le piccole produzioni siano sinonimo di qualità, ma non sempre è così.
Agli amici chef che mi raccomandavano di farne un prodotto da stellati ho sempre risposto che il mio sogno era di fare mangiar bene quanta più gente possibile.”Solo una strategia: la consapevolezza che bisognava crescere lentamente.
Per avere il tempo di coinvolgere gli allevatori migliori, di formare il personale e di trovare i canali di vendita disposti a condividere il progetto.
Nulla è cambiato, comprese le difficoltà, ma “i percorsi più sono in salita più portano in alto”.
Del resto, San Giovanni nasce proprio negli anni ’90 quando il cotto era il simbolo del mass market: gadget, spot televisivi con personaggi famosi, listini gonfiati.
Capitelli ha scelto un’altra strada (“non avevamo scelta”): non contro quel mondo, ma oltre.