Qualità

È una parola molto utilizzata, tutti ne parlano con convinzione ma spesso, per darle un senso, occorre essere molto critici verso quello che si fa e verso i risultati che si ottengono. Noi non cerchiamo il confronto con le più recenti innovazioni tecnologiche o con le ultime tendenze alimentari, ci piace sfidare la tradizione più autentica per ricreare le sensazioni del vero prosciutto cotto “d’altri tempi”.

Tradizione

Quando si parla di cibo, “tradizionale”, deve essere sinonimo di “buono”, “buono” senza compromessi, “buono” perché soddisfa e ti fa stare bene. Noi crediamo che risalire i difficili sentieri della tradizione porti alla scoperta di sapori unici ed emozionanti. Lavoriamo per questo da oltre 40 anni, è una ricerca continua che regala sempre soddisfazioni indimenticabili.


“Il segreto per fare un buon prosciutto cotto? Che sia ben cotto! Solo così si sviluppano gli aromi naturali della carne.” – Angelo Capitelli

Quando si parla di cibo, “tradizionale”, deve essere sinonimo di “buono”, “buono” senza compromessi, “buono” perché soddisfa e ti fa stare bene. Noi crediamo che risalire i difficili sentieri della tradizione porti alla scoperta di sapori unici ed emozionanti. Lavoriamo per questo da oltre 40 anni, è una ricerca continua che regala sempre soddisfazioni indimenticabili.

“”Angelo, il tuo prosciutto è buono! Ma non come quelli di una volta … Vedi quella foto? I prosciutti cotti, una volta li facevano così!” ” – Signor Attilio San Giovanni, Titolare della Bottega San Giovanni di Corso Vercelli (MI)

Fu uno dei più famosi salumieri della Milano degli anni ’80 a provocare l’orgoglio di Angelo, che da quel momento iniziò un percorso di ricerca e sperimentazione. Contattò i vecchi produttori di salumi, arrivò fino a Modena dove riuscii a rintracciare un vecchio artigiano del posto che ancora si ricordava del metodo di lavorazione antico.
Nel 1994 Angelo Capitelli ha reinventato il prosciutto cotto, battezzandolo San Giovanni, in onore del vecchio maestro.